Ciclicamente ci sentiamo ripetere le stesse cose. Sembra quasi che alcuni personaggi, investiti di cariche pubbliche, si sentano in dovere di far sentire la loro presenza. In definitiva si sentono in obbligo di dare un cenno della loro esistenza pensando, giustamente, che il loro assordante silenzio possa indurre la gente a considerare il loro indefesso impegno sprecato per loro e per il bene degli italiani tutti.
Proprio ieri il Garante per la Concorrenza ha pensato bene di informarci, per l’ennesima volta, sulla situazione delle nostre polizze assicurative RCA, obbligatorie per legge, ed ha scoperto quello che noi cittadini sappiamo benissimo da sempre. I premi che paghiamo, noi italiani, per circolare in regola con la legge, sul territorio nazionale sono i più cari d’Europa e forse, anche anche, del mondo intero: e, stranamente, nessuno, nemmeno il garante per la Concorrenza riesce a spiegarcene, in maniera precisa, il motivo. Non riesce a farci capire, come cittadini e come consumatori, se è una questione di eccessiva liberalizzazione(chiaramente a favore della libertà per le Compagnie assicurative di applicare le tariffe che più ritengono opportuno data l’obbligatorietà stessa della copertura assicurativa) oppure se questo eccessivo prelievo dalle tasche del cittadino/consumatore è dovuto ad una cementata operazione lobbistica o ad una inadeguata, e estremamente carente, legiferazione a salvaguardia degli automobilisti italiani.
A noi cittadini, comunque, oltre ad un sorriso amaro, a sentire queste uscite di chi ci dovrebbe, in un certo senso, come consumatori, tutelare ci viene spontanea una domanda quando, ciclicamente, sentiamo ripeterci questa pantomima: Ma cosa ci sta a fare, in Italia, un Garante per la Concorrenza se non riesce nemmeno a farci pagare le stesse tariffe assicurative che vengono pagate, mediamente negli altri Paesi europei?
