Se “non con le magliette” con cosa? Via! Gramellini, sia serio! Con gli agriturismi, con i musei, con i tramonti! Quando mai un Paese si è retto esclusivamente sul turismo? Ci vuole anche un settore industriale diffuso e all’altezza delle competizioni internazionali che ci attendono e alle quali, da troppi anni ci stiamo sottraendo delocalizzando, non rinnovando e puntando, per sopravvivere, sullo “sfruttamento” della realtà migratoria che ci ha messo a disposizione una forza lavoro disperata e disposta a lavorare a qualsiasi prezzo: anche a meno dei miseri quattro euro all’ora con i quali venivano miseramente liquidate le prestazioni lavorative di quelle povere operaie morte a Barletta.
Sarebbe stato meglio che il suo articolo avesse parlato degli effetti deleteri della globalizzazione, della delocalizzazione selvaggia che i nostri lavoratori e i cittadini italiani stanno subendo da oramai troppi anni, del troppo poco rispetto delle normative contributive e fiscali alle quali devono sottostare i lavoratori italiani nel silenzio più assoluto.
In questo paese si aspetta troppo spesso che ci scappi il morto e poi, per lavarsi la coscienza, ai funerali pubblici dichiariamo tutto il nostro stupore. Ma nasce il sospetto che tutti sapevano anche prima di dare libero sfogo alle proprie liberatorie pubbliche omelie quotidiane.
